L’ossidazione anodica è un processo elettrochimico attraverso il quale viene creato uno strato di ossido protettivo sulla superficie dell’alluminio.
L’alluminio viene immerso in un bagno specializzato riempito con acido solforico e collegato a una corrente elettrica continua, che avvia una reazione elettrochimica, inducendo gli ioni di ossigeno dalla soluzione a legarsi alla superficie metallica. La conseguenza di questa reazione è la formazione di uno strato di ossido robusto e uniforme.
L’alluminio anodizzato, rispetto a quello grezzo, ha diversi vantaggi: aumenta la durezza (fino a 20 volte più duro del grezzo), ottiene un’elevata resistenza alla corrosione e permette una valorizzazione estetica anche attraverso la possibilità di colorazione.
In base alle specifiche esigenze del cliente consigliamo lo spessore di ossidazione più idoneo, poiché lo strato di ossido può avere spessori differenti in funzione dell’applicazione finale. 5–10 µm → uso interno / funzione principalmente estetica 15–20 µm → uso esterno standard (architettura, serramenti) 25 µm → ambienti aggressivi (zone marine o industriali)
La scelta dello spessore corretto consente di garantire il giusto equilibrio tra protezione, durabilità e ottimizzazione dei costi.